Intervista a Marino Buzzi

12002025_10206589317764983_343048457_oNome: Marino Buzzi
Attività: Scrittore
Orientamento affettivo: Omo e vorrei che non avesse più molta importanza, nel senso che vorrei una società in cui esistono persone. Punto.

Benvenuto Marino e grazie per essere qui con noi. Abbiamo avuto modo di leggere i tuoi libri “Un altro best seller e siamo rovinati” e “Confessioni di un ragazzo perbene” e sappiamo quanto tu ci tenga al fare cultura e a sviluppare una informazione consapevole e di coscienza. Come prima domanda volevamo sapere: Cosa consiglieresti a un giovane che vuole approcciarsi al  mondo della scrittura e dell’editoria?
Di prepararsi. Ho iniziato a scrivere a dodici anni e arrivo a pubblicare un libro che reputo importante a 39. Non rinnego nulla dei libri precedenti, mi hanno insegnato tante cose sul mercato del libro e sulle case editrici ma questo è, di fatto, il “mio” libro. La scrittura è un percorso, una strada molto lunga fatta soprattutto di letture. Se non leggi non puoi scrivere. Poi, da libraio, posso dirvi che è un mondo molto particolare, con logiche difficili dove il mercato, il marketing, gli accordi commerciali hanno la meglio sul talento e la bellezza del testo. Quindi preparatevi, scrivete, fatelo soprattutto per voi stessi. Magari sarete molto fortunati ma più probabilmente avrete molte delusioni. L’importante è non arrendersi, scrivere è sempre una cosa positiva.

Non facciamo altro che leggere notizie sulla “Teoria Gender”. Ti va di fare chiarezza ai nostri lettori in merito?
Per come la vedo io alcuni gruppi religiosi, molte parti della curia e del Vaticano e troppi politici stanno strumentalmente usando gli Studi di genere per fermare leggi a  favore delle persone GLBT. In questi mesi è accaduta una cosa gravissima, queste persone hanno diffamato la scuola pubblica e il lavoro di insegnanti e professori dicendo che nelle scuole si insegna l’ideologia gender. Hanno detto di tutto, compreso che in certe scuole si insegna la masturbazione ai bambini. Ovviamente sono tutte sciocchezze tanto che nessuno ha mai fatto un solo nome di scuole in cui si farebbero queste lezioni “gender”. Hanno postato foto false, distorto notizie e molto peggio. Quotidianamente assistiamo a una disinformazione sul web, questi gruppi sono molto agguerriti e organizzati, le loro menzogne girano anche attraverso WhatsApp. La verità è che non hanno nessun argomento per opporsi ai diritti GLBT e quindi si inventano un nemico per spaventare le persone meno informate, dicono ai genitori che i cattivi omosessuali insegneranno ai bambini ad essere bambine e viceversa, diranno loro come masturbarsi, faranno leggere loro favole in cui si dice che l’omosessualità è una cosa normale. Queste persone vogliono continuare a discriminare le persone omosessuali e per farlo hanno bisogno di un nemico, di un pretesto da sbattere in prima pagina. In realtà l’ideologia gender, come la intendono loro, non esiste.  Esistono gli studi sul genere ed esistono le teorie di genere che sono ben altra cosa,  si tratta di studi accademici portati avanti da personaggi di tutto rispetto: Luce Irigaray, Judith Butler, Michel Foucault, Julia Kristeva e molte/i altre/i. A questa gente non importa la verità, non vogliono che le persone omosessuali abbiano i loro stessi diritti e farebbero e direbbero qualsiasi cosa pur di evitarlo. La vera vergogna, a mio avviso, è che sul loro cammino non hanno trovato sbarramenti: il mondo culturale era distratto ( a parte pochissime eccezioni) la politica latitante e anche la risposta di noi omosessuali è stata confusa e poco reattiva. Da questo punto di vista la lobby degli estremisti religiosi è più unita e organizzata di noi.

Matrimonio tra coppie delle stesso sesso in Italia. Sì/No e perché?
Sì, senza sé e senza ma. Sì perché è un diritto che ci è negato da troppo tempo. E lo dico da persona che non si sposerebbe (almeno per ora) nemmeno se la legge ci fosse. Trovo disgustosi i continui compromessi di una certa politica, forse alla fine, avremo una legge paravento che comunque continuerà a fare differenze. C’è ancora molta strada da fare.

Sappiamo che tra pochissimo uscirà in libreria la tua ultima opera “L’ultima volta che ho avuto sedici anni”. Ti va di parlarcene?
Sì,  uscirà il primo ottobre per i tipi di Baldini&Castoldi. È un noir sul bullismo, tema a me molto caro. È la storia di Giovanni che tutti chiamano Palla di lardo a causa della sua obesità. È uno dei bersagli preferiti da un gruppetto di bulli che spesso si accaniscono anche contro Bambi, uno degli altri protagonisti del libro,  che tutti chiamano così per via della sua omosessualità. Un giorno Palla di lardo scompare nel nulla gettando un’intera comunità nel panico e mettendo davanti a uno specchio i vari personaggi che popolano il libro. È una storia molto dura ma credo sia giusto raccontarla.

Hai in programma eventi per presentarla al pubblico?
Sì ma non ho ancora le date.

Come pensi che si possa contrastare l’ondata di violenza verso le persone omosessuali nel nostro paese?
Con la cultura. Si deve insegnare alle bambine e ai bambini il rispetto verso le diversità, di qualsiasi genere esse siano. Bisogna insegnare loro a superare gli stereotipi di genere! Purtroppo finché il nostro non sarà un paese fieramente laico dubito che questo accadrà.

Grazie infinite per essere stato qui con noi!
Grazie a voi.
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