Giovanni Coda – Bullied To Death

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Titolo: Bullied to death
Regista: Giovanni Coda
Italia/USA
Durata: 75 minuti
Produzione: Zena Film (Italy); Atlantis Moon Productions (USA)

Sinossi: Il film prende spunto dalla vera storia del giovane Jamey, quattordicenne americano suicidatosi nel settembre del 2011 dopo i ripetuti atti di bullismo cui veniva sottoposto, in seguito al suo coming out, a scuola e sul web. Alla storia di Jamey si legano le storie di giovani gay, lesbiche e trans uccisi o indotti al suicidio in diverse parti del mondo. Il 17 maggio 2071 a sessant’anni dalla morte del giovane, durante la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, un gruppo di artisti si ritrova unito in una performance commemorativa che attraversa l’arco dell’intera giornata.

Il nostro commento: Diventa davvero difficile riuscire a commentare un’opera come quella di Giovanni Coda che, per l’ennesima volta, riesce a mischiare in un modo perfetto l’arte della cinematografia con il senso civico di un messaggio forte e drammaticamente importante.
Parliamo di giovane vite spezzate dall’odio, che hanno lottato nel silenzio più completo delle Istituzioni e che hanno trovato un’alternativa nella tragica fine, piuttosto che nella comprensione. E con la sequenza di immagini forti e nel contempo poetiche, che accompagnano le testimonianze di questi piccoli eroi che non ce l’hanno fatta, suona dolorosamente forte lo schiaffo che si riceve, pesa come un macigno sullo stomaco.
Una girandola di emozioni che ruota lenta, che percorre le loro storie e nel contempo le storie di tanti altri che rimangono altrimenti senza voce, che porta lo spettatore a riflettere e ad appassionarsi alle vicende, suscitando una speranza di riscatto che, purtroppo, non riesce comunque a controbilanciare la drammaticità degli eventi. La rinuncia, il finale che non vorremmo e che è realmente esistito, per cui chiunque, se avesse voluto, avrebbe potuto porvi rimedio.
Ed è così che funziona l’arte del regista sardo Giovanni Coda. Ti trascina e ti abbandona nel dramma, ti violenta con dolcezza e ti restituisce migliore, con le lacrime, ti attrae e ti abbandona da solo ad affrontare i drammi delle altrui vite, che potevano essere le nostre vite.
Un’opera forte, che non dà sconti, e che ti obbliga a bere sino all’ultima goccia di veleno. Non è solo un film, è emozione nell’arte che trascende nella vita vissuta. Una visione breve e intensa, che lascia dietro di sé una scia difficile da dimenticare o cancellare.

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Francesco Mastinu – Sono solo parole

Con estremo piacere, presentiamo la terza puntata della serie “Emozioni del nostro tempo” di Francesco Mastinu, edito stavolta dalla collana Amarganta Narrativa.
Buona lettura!
sonoSoloParole_Front_smallTitolo: Sono Solo Parole
Autore: Francesco Mastinu
Editore: Amarganta
Pagine: 350

Narrativa italiana

ISBN Cartaceo: 9788899344276
ISBN Ebook: 9788899344283

Quarta di copertina:

Cagliari, 2001. Lo sguardo verde e magnetico di Erika folgora Simone. La nuova compagna di classe di Alba, Mirna e Manlio irrompe nell’esistenza di un ragazzo tranquillo che, pieno di aspettative, si affaccia alla vita. Erika sta fuggendo un passato difficile ed è determinata a non innamorarsi mai più. Solo  la bellezza e la devozione di Simone riescono, seppure per un breve periodo, a illuderla che l’amore puro possa esistere davvero e che sia raggiungibile anche per lei.

Dieci anni dopo, anche se il tempo trascorso li ha allontanati, Erika e Simone si renderanno conto che la magia di quell’incontro non si è esaurita e dovranno fare i conti con quanto lasciato in sospeso da allora. In una girandola di affetti che passano dall’amore all’amicizia, dalla quotidianità al riscatto, la loro diventa la storia di un’intera generazione alla ricerca di emozioni vere.

Al pronto Soccorso. TESTIMONIANZA #7

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Il signor Marc porta al pronto soccorso il signor Bruno perché gli fa male il petto. Dopo mezz’ora il cuore del Bruno si ferma, diagnosi : infarto, non sono riusciti a salvarlo. Il medico va a informare Marc, che lo aveva già capito quando lo aveva visto andargli incontro, iniziando a piangere. Marc ha guardato il medico, ha fatto un lungo respiro, ha messo le mani sul petto, anche il suo cuore si ferma, il medico fa in tempo a tenerlo prima che cada. Lui Marc e lui Bruno, insieme da più di trent’anni. Nessun giornale scriverà questa storia, stasera si saranno già dimenticati di loro. Stanotte non ho avuto tempo per piangere, ma l’ho fatto adesso, mentre lo scrivevo. Non li conoscevo, ma andrò al loro funerale. E, sono certo piangerò anche lì pensando che al cuore non importa se sei uomo o donna. Lui ama e basta. Ciao Marc, ciao Bruno…

 

Paso, Svizzera

 

 

 

 

AA. VV. – Oltre l’arcobaleno

Cari lettori, con vero piacere abbiamo l’occasione di segnalare l’iniziativa Oltre L’arcobaleno.

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AA. VV.
Titolo: Oltre L’arcobaleno
ISBN e-book: 9788899344474
Cartaceo prossimamente in uscita
Pagine: 220

Quarta di Copertina:

Quindici autori si sono messi in gioco declinando con il proprio stile e il proprio genere ciò che sentono e che vogliono raccontare sull’omosessualità e i diritti, per gridare a gran voce qual è, dal loro punto di vista, il domani che desiderano: l’equità e il rispetto di tutti, senza svantaggi di fatto o discriminazioni.

Si tratta di storie semplici e nel contempo complesse, che parlano del quotidiano, del dramma o anche della gioia di essere. Dall’antica Grecia, passando per l’era contemporanea fino ad apocalittici futuri probabili, i personaggi vivono la vecchiaia, la malattia, l’omofobia, il desiderio di non arrendersi, il senso di famiglia e la genitorialità l’amore e l’amicizia in un percorso unico ed emozionante.
Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività dell’Avvocatura LGBT – Rete Lenford.

Con la partecipazione di: Francesca Masante, Guido Spano, Cristina Bruni, Beatrice da Vela, Taylor Kinney, Fabio Cicolani, Francesco Sansone, Annemarie De Carlo, Federica Gnomo Twins, Clara Cerri, Leah Weston, Minerva Stevens, Susan Moretto, Giada Gaudino, Francesco Mastinu

 

Un appello. TESTIMONIANZA #6

Cari lettori, oggi abbiamo scelto di condividere con voi un post che ci ha toccato da vicino. In occasione dell’approssimarsi della discussione nel nostro Senato per il cosiddetto DDL Cirinnà sulle Unioni civili, il noto sito Gay.it ha postato un elenco di senatori della maggioranza che si sono dichiarati contrari alla legge di cui sopra se verrà portata avanti la Stepchild Adoption, la possibilità di adozione dei figli da parte dei genitori non riconosciuti in quanto partner LGBT dell’altro genitore legale. Ed ecco che un padre di due meravigliosi figli ha deciso di scrivere una lettera a uno di questi senatori, della stessa regione in cui lui e la sua bellissima famiglia risiedono. Non aggiungeremo nulla a quanto John scrive, perché è stato con la sua testimonianza più che mai esplicito:

“Sig Russo. Apprendo ora dai social network che lei è fra i 35 senatori Dem che voterebbero contro il ddl Cirinna’ qualora fosse prevista la stepchild adoption. Sono un genitore omosessuale, Co-padre di due splendidi bambini. Il mio compagno e’ l’unico genitore legale dei nostri figli. Io li ho visti nascere, crescere fin qui e per loro darei la vita. Eppure legalmente non sono nessuno per loro e questo fa di loro dei bambini con diritti limitati, addirittura in balia di un tribunale qualora, D-o non voglia , venisse a mancare il mio compagno.

Lei ha figli Sig Russo? Si rende conto che con il suo voto contrario i nostri figli rimarranno senza i diritti di cui godono i bambini nati da genitori eterosessuali? Si rende conto che la Stepchild adoption e’ necessaria per dare loro più protezione e garanzie? Ha mai conosciuto una famiglia omogenitoriale? Qui a Trieste ve ne sono diverse e seguiamo con speranza ma anche moltissima apprensione il dibattito politico che sta precedendo la discussione del ddl Cirinna’ perché ne va del futuro dei nostri figli e non comprendiamo le posizioni come la sua che minano in primis il riconoscimento di pieni diritti ai nostri figli. Forse conoscerci da vicino, le nostre storie e le nostre vite potrebbero aiutarla a modificare la sua attuale posizione sulla questione. Spero avrà la cortesia di rispondermi e se vorrà di incontrare me e la nostra famiglia.

La saluto cordialmente.

John Paul Bertolin. Trieste

Noi di Vite Arcobaleno, oltre che ringraziare John e Moshe, ci auguriamo che il cuore e la ragione prevalgano sulle discussioni “morali”, dinanzi a un amore di un padre che si evince con semplicità da queste righe.

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Intervista a Danilo Ruocco

Cari lettori, oggi abbiamo il piacere di intervistare Danilo Ruocco. Eccolo a voi!
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: Danilo Ruocco
Attività: Scrittore, Saggista e Giornalista
Orientamento affettivo: Omosessuale. Ha importanza? Nel mio cuore e nel mio letto sì!

Ringraziamo Danilo per essere qui con noi!
Rompiamo subito il ghiaccio: tra le tante cose che fai, ti occupi del sito “Il Simposio”. Ti va di descriverci la sua mission e le sue attività?
“Il Simposio”, prima che un sito è un gruppo di amici. Siamo attivisti GLBT (nel vero senso dell’acronimo: tra noi ci sono gay, lesbiche, bisessuali e persone transgender) che si occupano, a vario titolo, di cultura e diritti GLBT.
Molti di noi, oltre che essere impegnati nell’attivismo all’interno di associazioni GLBT, gestiscono anche dei siti (io, ad esempio, scrivo su “Parole GLBT”).
La scrittura online è bella anche perché è immediata e dà la possibilità di aprire molti canali di comunicazione con chi legge, ma, se si vuole sviluppare un argomento dandogli un certo respiro, allora le cose si complicano.
Ecco che mi è venuta l’idea, qualche tempo fa, di chiedere agli amici di cui sopra di scrivere qualche saggio sugli argomenti di cui sono esperti e di riunirli in volumi cartacei: “Il Simposio”, appunto. Il sito è nato per divulgare la nostra iniziativa.
Con “Il Simposio” approfondiamo tematiche culturali e tutto quanto riguarda i diritti civili. Ognuno di noi esprime le proprie posizioni e il dibattito tra noi, almeno per me, è assai istruttivo e arricchente.

Di recente i gruppi filo-cattolici, in opposizione al famoso DDL Cirinnà, hanno posto in essere diverse azioni di contrasto, dalle manifestazioni in piazza alle veglie di preghiera, perché l’idea di una famiglia omoaffettiva incarna il male. Qual è la tua opinione in merito?12494560_10208218512483210_1953132510_o
Trovo irritante il fatto che un gruppo di esaltati possa credere che il mondo debba girare attorno alle loro strampalate teorie. Ma ancora più irritante è il fatto che, nel nostro Paese che è laico, tali esaltati trovino consenso e ascolto anche tra i parlamentari della Repubblica, i quali, sia detto per inciso, dovrebbero servire l’Italia e non uno Stato straniero qual è il Vaticano.
Penso che sia arrivato il momento di far capire a tali signori che anche in Italia i diritti civili contano più dei dictat religiosi (qualsiasi essi siano): il matrimonio (e non solo le “unioni civili”) tra persone dello stesso sesso va riconosciuto con la massima urgenza.

Quali azioni possiamo porre in essere come cittadini per contrastare fenomeni di odio come l’omofobia?
L’omofobia deve diventare un reato, perché lo è, al pari del razzismo. Quando sarà chiaro che essa non è un’opinione, ma un crimine, allora le cose miglioreranno e ci sarà maggior rispetto nei confronti delle persone gay e lesbiche, ma anche bisessuali e transessuali. Nel mentre aspettiamo una legge che difenda le minoranze, auspico e invito chiunque sia vittima o testimone di atti di omofobia a denunciare e rendere pubblico l’accaduto. I testimoni, poi, non tentennino di fronte alla possibilità di dimostrare affetto e solidarietà alle vittime: va detto con chiarezza che loro sono le vittime e a essere nel torto sono gli aggressori.

12476142_10208218515443284_2089986877_nStemperiamo un po’ gli animi, con un argomento più leggero ma non meno interessante. Il nudismo: abbiamo letto diversi tuoi intenti volti a chiarire che non è connesso alla pornografia. Vuoi spiegare ai nostri lettori cosa intendi al riguardo del nudo e cosa ne pensi?
Il corpo nudo, qualsiasi corpo nudo, è portatore di naturalità, libertà, verità e, nei casi più fortunati, di bellezza. Non c’è nulla di sbagliato o censurabile né nella naturalità, né nella libertà o nella verità e nemmeno nella bellezza!
Stare nudi assieme agli altri è un modo per sentirsi veri e pronti ad accogliere l’altro nella sua verità di essere umano. Non sto, quindi, parlando solo di quel tipo di nudismo che si pratica all’aperto durante le vacanze come una sorta di trasgressione, ma di un nudismo come stile di vita anche nella quotidianità della propria casa.
Chiaramente, tutto ciò è lontanissimo dalla pornografia che, come finalità, ha quella di accendere la fantasia e risvegliare la sessualità. Finalità più che degne, ma lontane dalla socialità naturale del nudismo come l’ho descritto.

Da un uomo che fa cultura come te, non possiamo non chiederti cosa ne pensi delle ultime tendenze italiane sulle pubblicazioni GLBT? Vuoi descriverci il tuo punto di vista sul panorama odierno?
Fin da giovanissimo ho seguito con attenzione la cultura GLBT: subito dopo la pubblicazione del mio primo romanzo, ho aperto una mailing list (ormai chiusa da anni) che si occupava di omosessualità e letteratura (il cui 12512075_10208218510243154_21129938_nnome era OmELette).
Sono, poi, stato tra i fondatori del sito “Cultura Gay” da cui, da anni, mi sono allontanato per aprire “Parole GLBT” sul quale parlo anche di cultura GLBT. L’argomento è complesso e generalizzare mi diventa impossibile.
Ciò che, però, voglio dire è che oggi – grazie anche al self publishing – ognuno ha la possibilità di farsi conoscere e di dire la propria: un progresso rispetto ai tempi in cui certe tematiche e certi autori venivano sistematicamente tenuti lontani dai cataloghi di molte case editrici blasonate!
Anche per i lettori è un progresso: cercate e troverete qualcosa che fa per voi!

Secondo te quanto può incidere la letteratura e l’arte per la lotta al riconoscimento dei diritti LGBT?
Moltissimo! Nulla come la cultura (la letteratura, l’arte, il cinema, il teatro) forma le coscienze e il pensiero critico, aprendo la mente e il cuore agli altri in quanto oggetto di racconto. E più siamo aperti verso il diverso da noi; più lo conosciamo, più siamo pronti a riconoscere in lui ciò che ce lo rende simile e prossimo. E negare i diritti al prossimo diventa oggettivamente difficile per chiunque!

I personaggi di rilievo che fanno cultura, politica e intrattenimento. Per te quanto è importante che facciano coming out e non nascondano il loro orientamento affettivo e perché?9327312_orig
Assolutamente fondamentale! E tanto più una persona è famosa, tanto più ritengo abbia l’obbligo “morale” di fare coming out: rendersi visibile aiuta i giovanissimi a trovare modelli positivi. Purtroppo, i più giovani sono quotidianamente bombardati da informazioni che inducono a far credere che le persone GLBT siano sbagliate, “anormali”.
La mancanza di modelli positivi, ossia di persone di successo che sono apertamente GLBT, per i più giovani è una sofferenza che si somma a sofferenza. Ecco perché, ritengo che le persone famose abbiano l’obbligo “morale” di dichiararsi: un modo per dire ai giovanissimi che non sono soli e che non c’è nulla di sbagliato in loro

Qualche novità sulle tue attività future che vuoi anticiparci?paroleglbt
Attualmente sto pubblicando gratuitamente a puntate “A pieno titolo” ed essendo un “poeta della domenica” spesso pubblico i miei “testi creativi” sul mio sito . Poi è in corso una pratica con un editore straniero… Ma ne parlerò solo quando le cose saranno mature.

Ringraziamo ancora Danilo Ruocco! Eccovi la sua biografia: Nato a Bergamo nel 1969, Danilo Ruocco è narratore, saggista e giornalista. Si occupa di letteratura, teatro, comunicazione, diritti civili. Ha pubblicato, tra l’altro, due romanzi (Lavapiubianco e Parla Egisto); il saggio Tatiana Pavlova. Diva intelligente; i libri di racconti Un’altra morale e Meno di 40 e diversi manuali di comunicazione.
Alcuni suoi saggi di storia del teatro sono presenti in volumi miscellanei.
Per saperne di più: www.daniloruocco.it